Acido ialuronico: fonte naturale di giovinezza

Lorella Aiello.

Se ne è parlato tanto negli ultimi anni, il suo utilizzo si è esteso  in campo medico, dermatologico, estetico, ed è presente in decine di prodotti cosmetici ad uso quotidiano, venduti in farmacia, in profumeria o al supermercato. Ma cos’è l’acido ialuronico e quando va utilizzato?

A 20, a 40 e a 60 anni. Donne e uomini. Tutti siamo pronti a provare prodotti e a sottoporci a trattamenti estetici pur di eliminare fastidiosi inestetismi, continuamente alla ricerca di un elisir di giovinezza in grado di donare un viso più fresco e un corpo scolpito. E l’acido ialuronico sembra rispondere a questa esigenza, come confermano numerosi studi clinici e ricerche scientifiche.

È una componente naturale presente in tutti gli esseri viventi, che fa parte del tessuto connettivo del corpo umano, lubrifica articolazioni, nervi, occhi, capelli, influisce positivamente sulla memoria e rende la pelle elastica, tonica, resistente, connotandosi come una vera risorsa per chi vuole combattere i segni dell’invecchiamento cutaneo e la comparsa delle rughe. La sua peculiarità è quella di trattenere l’acqua e regalare un effetto lifting che restituisce bellezza e benessere al corpo. Le molecole di acido ialuronico, infatti, hanno la capacità di trattenere più di 1000 volte il loro peso in acqua.

La sua assenza provoca invece inestetismi che, con il passare del tempo, si acuiscono. Con l’avanzare dell’età e l’azione dei radicali liberi a cui siamo esposti quotidianamente, la concentrazione di acido ialuronico presente nel derma diminuisce insieme al suo grado di idratazione, non stimolando sufficientemente la formazione di collagene e generando assottigliamento e secchezza della pelle, perdita delle difese naturali dagli agenti esterni, come i raggi solari, e la comparsa di macchie. A 50 anni, è stato dimostrato, la pelle conserva poco più della metà di acido ialuronico posseduto in età infantile.

La mancanza di questa sostanza nel nostro organismo può essere combattuta quotidianamente. Scoperto nell’umor vitreo dell’occhio e utilizzato a partire dagli anni ’70, viene oggi ottenuto in laboratorio per essere poi impiegato in numerosi trattamenti di chirurgia estetica o come principio attivo di prodotti anti-age. L’industria cosmetica ha infatti messo sul mercato numerosi prodotti, differenti per concentrazione e tipologia. Innanzitutto le creme e le fiale, che andrebbero scelte in base alla concentrazione di acido ialuronico, verificando la formulazione dei prodotti; poi gli integratori, compresse da assumere per via orale seguendo le indicazioni del proprio medico; e infine l’acido ialuronico da bere. Secondo lo studio pubblicato nell’ottobre del 2014 dai dermatologi della Toho University Ohashi Medical Center di Tokyo, i cosmetici antirughe  da bere, che in Italia vengono classificati come integratori, sono in grado di produrre gli effetti benefici migliorando l’idratazione della pelle e stimolando la produzione dei fibroblasti cutanei.

Nella chirurgia estetica l’acido ialuronico viene utilizzato nelle infiltrazioni sottocutanee, con la finalità di riempire le rughe localizzate sulla fronte, tra le sopracciglia e quelle periculari, rimpolpare e modellare le labbra, sollevare gli zigomi senza tono; la durata di questi trattamenti varia dai 6 ai 12 mesi in base al tempo di assorbimento della sostanza iniettata.

Sebbene siamo soliti associare i benefici che la presenza di questa sostanza nel nostro organismo ha sul benessere estetico, non bisogna dimenticare quali effetti positivi essa ha su tutto il corpo.

Con la sua funzionalità poliedrica l’acido ialuronico ha il compito di rigenerare i tessuti danneggiati, di svolgere una funzione antinfiammatoria e cicatriziale per la guarigione di ferite e ustioni. Viene utilizzato anche nella chirurgia oftalmica, otologica e oculare e in ortopedia. Per quanto riguarda le articolazioni, con l’invecchiamento diminuisce anche l’acido ialuronico presente nel liquido sinoviale, che svolge una funzione lubrificante proteggendo la cartilagine, che altrimenti si logorerebbe generando l’artrosi.

Essendo una sostanza naturale perchè prodotta dal nostro organismo, non si segnalano controindicazioni gravi  se non quelle legate ad un uso eccessivo ed errato. Le creme potrebbero generare rossore o sensibilità, dovuta a volte ai componenti di scarsa qualità che possono essere contenuti in esse.

Per quanto riguarda le infiltrazioni, oltre a lievi effetti collaterali come gonfiore e arrossamento non si rilevano ulteriori reazioni significative. Pertanto, in generale, si può affermare che gli effetti collaterali vanno ricercati nel modo in cui può essere utilizzata tale sostanza o possono essere causati da trattamenti non eseguiti correttamente nel pieno rispetto delle norme e delle procedure igienico-sanitarie.

Differente è il caso di donne in gravidanza o in allattamento, circostanze per le quali non è certo il suo utilizzo né, in particolare, gli effetti prodotti sul feto.