Amore e solidarietà: gli ingredienti che hanno conquistato il PAPA

Intervista a Vincenzo Staiano a cura di Giovanni Ametrano.

“La vita è paragonabile ad una partita di calcio che però deve essere vissuta da giocatori e non da tifosi”. In queste poche parole si può racchiudere la filosofia di vita di Vincenzo Staiano, noto imprenditore della ristorazione di Lettere, ancora più celebre per il suo locale “’O Zianiello” col quale è diventato il “re” della pizza. E proprio questa sua abilità lo ha portato a diventare addirittura il pizzaiolo del Papa. “L’incontro con Papa Francesco, avvenuto lo scorso 4 settembre in Vaticano – spiega Vincenzo Staiano – è stata un’esperienza indimenticabile che ha segnato la mia esistenza e quella di tutti i miei collaboratori”.

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Ma come è riuscito Vincenzo Staiano a diventare addirittura il pizzaiolo del Papa? La domanda trova risposta nel grande spirito di solidarietà che caratterizza la sua vita quotidiana. ‘O Zianiello infatti è famoso anche per il suo costante ed appassionato impegno sociale che lo vede sempre in prima linea accanto a chi ha più bisogno, soprattutto i giovani che cerca di sottrarre ad una vita spesso difficile e drammatica, organizzando per loro anche un corso di formazione per pizzaioli, molto apprezzato dagli stessi ragazzi che lo frequentano. Una della tante attività di beneficienza che lo impegnano ogni giorno e che gli sono valsi anche il titolo di “Cavaliere del Santo Sepolcro di Gerusalemme”. Ma torniamo al suo incontro col Santo Padre. “Ho proposto io stesso a Papa Francesco di donargli i forni che abbiamo utilizzato per preparare le pizze e lui con grande umanità ha accolto questa mia richiesta”. Durante il Giubileo della Misericordia, la pizza di ‘”O Zìaniello” è stata preparata e servita ai poveri di Madre Teresa di Calcutta lo scorso 4 settembre giorno in cui la piccola grande suora albanese fondatrice della Congregazione delle Missionarie della Carità è stata proclamata Santa da Papa Francesco. “Un’esperienza meravigliosa che mi ha gratificato enormemente e dato un nuovo slancio al mio entusiasmo”. Una iniziativa che verrà replicata anche in altre occasioni come lo stesso Staiano ci spiega “perché l’impegno per migliorare la vita di chi soffre deve essere continuo e deve coinvolgere tutti in prima persona”.

Ha le idee chiare l’imprenditore di Lettere. “Se ognuno di noi si impegna personalmente nel sostegno di chi ha bisogno contribuisce di conseguenza a migliorare l’intera società. Prendiamo l’esempio di un giovane che vive una condizione difficile; se gli si dà una opportunità, un’occasione, quel giovane che così può rappresentare una potenziale insidia per la società, viene sottratto ad ogni tentazione pericolosa e quindi restituito alla società con un ruolo di protagonista positivo e soprattutto dignitoso.” È instancabile Staiano nella sua opera di solidarietà e beneficienza, come ad esempio il suo impegno continuo per i bambini dell’Istituto “Bartolo Longo” di Pompei. E instancabile è anche il suo impegno civico al fianco di chi combatte l’illegalità e il malaffare. Così è nata l’amicizia con don Luigi Merola, il giovane parroco napoletano di Forcella, divenuto negli anni simbolo della lotta alla camorra. “Ringrazio Dio per aver fatto incrociare le nostre vite – spiega Staiano – e soprattutto per consentirmi di collaborare con lui e con le sue iniziative in favore dei bambini di Napoli che vivono in condizioni sociali ed economiche estremamente dure”. Don Luigi Merola infatti ha creato proprio per i bambini “di strada” l’associazione “A Voce d’e Criature” con la quale si prodiga in iniziative benefiche per raccogliere fondi destinati alla loro educazione e soprattutto al loro sostentamento e Vincenzo Staiano, insieme a don Luigi ha organizzato un’alta scuola di formazione per giovani pizzaioli. Il connubio con don Luigi ha visto Vincenzo Staiano sempre pronto a contribuire al fianco del sacerdote napoletano soprattutto nelle manifestazioni che vedono coinvolte le scuole e gli studenti che devono essere educati ai principi della solidarietà e della legalità. “Nei prossimi giorni – dice ancora ‘O Zianiello – saremo impegnati in altre iniziative benefiche con Claudia Koll, l’ex attrice divenuta paladina della preghiera e della solidarietà cristiana, con il Cardinale di Napoli Sua Eminenza Crescenzio Pepe e con la Presidenza della Repubblica”. In particolare con quest’ultima verrà celebrato al Quirinale, il prossimo 10 dicembre, il “Babbo Natale del Corazziere”, con la famiglie e i bambini dei Corazzieri, i Carabinieri del reggimento che costituiscono la guardia d’onore del presidente della Repubblica. Mentre con il cardinale Sepe Vincenzo Staiano sarà impegnato a preparare e donare la sua squisita pizza ai bambini e a i poveri, circa 1500 persone, nel Duomo di Napoli il 28 dicembre. “Ognuno di noi non può e non deve girarsi dall’altra parte quando ha a che fare con la sofferenza ma deve essere partecipe e pronto secondo le proprie possibilità a dare il proprio contributo nell’alleviare le difficoltà altrui. Ritengo il mio impegno un vero e proprio investimento per il futuro proprio perché migliorando le condizioni di chi ha bisogno si migliora la società e quindi la vita di tutti. Bisogna stimolare i giovani fornendo loro nuove opportunità anche per riscattarsi nella vita. Dopo tutto preferisco colui che si sporca le mani dandosi da fare con l’impegno e l’attività pratica a chi invece preferisce mantenersele pulite non facendo nulla”. Una massima, quest’ultima, che se presa ad esempio da tutti potrebbe veramente realizzare una grande rivoluzione sociale che purtroppo oggi agli occhi dei più rappresenta sempre un’utopia.