L’Inventalavoro

Le nuove professioni che chiunque può svolgere: personal shopper, consulente d’immagine ed home stopper.

A cura di Roberta Ferraris.

Con l’arrivo del nuovo anno solare, chi ha perso un lavoro o ancora non è riuscito a trovarlo, spera di cuore che con questo nuovo inizio possano esserci novità anche sul fronte lavorativo. Se però per alcune tipologie di lavoro occorre aver conseguito dei titoli di studio ben precisi, aver effettuato degli esami abilitanti e molto altro ancora, per alcune nuove professioni basta semplicemente essere maggiorenni, avere intraprendenza e voglia di ragionare fuori dagli schemi. Perciò perché non pensarci un attimo ed inventarsi un mestiere?

Il Personal Shopper in Italia, è una figura apparsa una decina di anni fa ed è un consulente per gli acquisti, cioè dietro compenso può effettuare diversi servizi per conto della clientela: acquistare per loro regali per le ricorrenze, abbigliamento, oggetti d’arte o d’arredo e molto altro ancora o aiutarle nelle compere. Esattamente: il personal shopper è pagato per fare acquisti per conto degli altri! E’una figura che si sta diffondendo specie della moda e dello spettacolo, dove i clienti,per lo più di classe sociale agiata e generalmente con poco tempo a disposizione delegano ad altri i propri acquisti. In città come Firenze, Roma, Milano e in minor misura Napoli non è più così raro incontrarne uno. Non occorre avere delle conoscenze specifiche (il personal shopper non ha un albo professionale di appartenenza) ed esistono corsi che rilasciano una certificazione, che possono essere utili ma non indispensabili. Anzi, forse potrebbe essere più utile fare un buon workshop dedicato al marketing per poi seguire altri seminari in base al settore in cui ci si vuole specializzare (moda, arredo, gioielleria, ecc): molto dipende dalle conoscenze di partenza che si hanno o che si vogliono rinforzare. Le caratteristiche fondamentali che deve avere un buon personal shopper sono l’educazione, la pazienza e la perfetta conoscenza di negozi sul territorio per accontentare i clienti ad ogni richiesta, anche la più particolare.

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Bene, ma a chi proporsi? Se si vuole lavorare nella propria zona di residenza, dopo aver creato degli adeguati biglietti da visita, ci si può proporre presso gli alberghi della propria zona dalle quattro stelle in su, per aiutare i turisti ad effettuare gli acquisti migliori, accompagnandoli a fare spese presso piccole botteghe artigiane, outlet, mercatini, gioiellerie e negozi di antiquariato o di porcellane rare o sostituendosi ad essi; in quel caso, è preferibile conoscere bene almeno una seconda lingua, oltre l’italiano. Sulle lingue straniere, bisogna effettuare una piccola precisazione: oggi come oggi conoscere l’inglese non da troppi vantaggi,anche perché i nuovi ricchi parlano il russo o il cinese. Quindi occorre saper intercettare anche questo tipo di clientela; ma in che modo? O imparando il russo o il cinese oppure facendosi affiancare da un interprete che sappia queste lingue. Altra cosa utile è la costruzione di un sito web, che dovrebbe essere formato da due parti: una “statica”, dove si spiega chi si è, che cosa si fa, dove si lavora e quali servizi si offrono; una “dinamica” ossia un blog da aggiornare almeno una volta alla settimana con contenuti vari (articoli divulgativi, luoghi del cuore, ecc). In questo modo ci saranno si persone che visiteranno la pagina solo per fare una lettura veloce, ma altre saranno incuriosite a contattare il diretto interessato; in più aggiornare periodicamente il blog farà comparire nelle prime posizioni dei motori di ricerca. Se poi ci si può avvalere dell’aiuto di un’interprete si può addirittura far tradurre gli articoli (anche in forma di riassunto) dall’inglese, il cinese o il russo; questo automaticamente aumenterà il bacino di potenziali clienti, cosa importantissima per un potenziale personal shopper, poiché non è un lavoro che si può diffondere con il passaparola (difficilmente una persona che guadagni uno stipendio medio o basso può permettersi un aiuto per gli acquisti). I compensi? In media un personal shopper percepisce circa 150 euro per un pomeriggio di 4-5 ore con un cliente, fino ad arrivare anche a 100 euro l’ora (specie nel caso in cui occorre un interprete).

E se invece non si volesse lavorare con gli alberghi, ma si è disposti a viaggiare, a chi si può proporre il personal shopper? Essendo una figura dinamica, basterà cambiare il target : ad esempio, le multinazionali scelgono sempre più spesso sia in Italia sia all’estero questa figura per valutare fornitori qualificati atti a creare prodotti e beni con un buon rapporto qualità/prezzo (in quel caso, avere una discreta esperienza nel campo del marketing può essere un vantaggio sugli altri candidati).Se invece non si volesse andare in giro? Nessun problema: il personal shopper si può proporre anche in negozi di marca e franchising che utilizzano questa figura per aumentare le vendite: va affiancandosi al tradizionale commesso, consigliando la clientela su abiti per le occasioni più svariate (creando cioè completi o outfit che il cliente già sa come assemblare) o accessori in base allo stile più appropriato ai clienti in questione. In quel caso si può parlare di personal stylist o consulente di immagine.

Se la propria passione è la casa, una variante del personal shopper è l’home shopper o consulente d’arredo, una figura professionale nata in America negli anni Ottanta ed arrivata in Italia solo da qualche anno; l’home shopper supporta il cliente per l’arredamento o la valorizzazione di un immobile, per riuscire a venderlo o a fittarlo esaltando al massimo le potenzialità di quello spazio. Anche qui le caratteristiche fondamentali sono l’educazione, la pazienza,e la conoscenza precisa dei negozi della zona in cui si lavora, per poi rispettare il loro budget e le aspettative di ogni cliente. Spesso, tocca all’home shopper effettuare fisicamente gli acquisti, realizzare ricerche (anche on-line), richiedere preventivi, selezionare le aziende che propongono oggetti che si avvicinano maggiormente alle esigenze dell’acquirente. Il compenso dell’Home Shopper varia in base alle richieste ma soprattutto in base allo spazio che si desidera arredare; in media è stimata intorno ai 400 euro all’ora,salvo se, ad esempio, il cliente vuole oggetti rari o ben precisi: in quel caso il compenso aumenta notevolmente. Essendo i clienti benestanti, spesso possono essere affiancate generose mance al salario richiesto. Nella maggior parte dei casi, questo consulente lavora in proprio, anche perché i costi attivi sono veramente minimi (bastano biglietti da visita, un computer ed una connessione Internet); altri invece decidono di appoggiarsi alle case di arredamento o in qualche caso si propongono alle agenzie immobiliari.

Buon lavoro a tutti!

FONTI

http://www.marcotogni.it/diventare-personal-shopper/

http://www.lavoroeformazione.it/1/lavoro/home-shopper,429